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parole in libertà dal mondo dello sport

martedì 23 agosto 2011

LA DONNA BIONICA

Se speravate di  trovare una pagina in cui affondare nei ricordi della vostra infanzia a suon di serie televisive dei maestosi tempi andati avete sbagliato indirizzo. La donna bionica in questione non è certamente quella del datato telefilm del finire degli anni ‘70 interpretata dalla bella Lindsay Wagner. La donna bionica esiste realmente in carne, ossa e pagaia ed è nata a Goch, Germania (ancora Ovest al tempo), una cittadina della Renania Settentrionale a un passo dal confine franco-tedesco, quasi 47 anni fa. Ma dal 1990 vive in Italia a Santerno, piccola frazione nel comune di Ravenna, dove ha trovato in uno strano ma funzionale connubio amore e allenatore.
Josefa Idem, questo il suo nome, non ha come la protagonista della serie tv alcuna protesi bionica agli arti ma solo una volontà d’acciaio inossidabile; volontà che l’ha già portata, nonostante la parola fine sia ancora ben lontana dall’essere scritta, nella leggenda dello sport. Una carriera irripetibile: 36 anni di competizione agonistica di cui 30 di gare internazionali; 35 medaglie internazionali tra cui 5 olimpiche e 5 titoli iridati; 7 partecipazioni olimpiche a partire dal Los Angeles 1984 per finire, dopo un giretto attorno al mondo passando per ogni continente, a Pechino 2008.
La storia olimpica di Josefa comincia a 20 anni nei boicottati giochi della Città degli Angeli sotto la bandiera tedesca; ed è subito amore: arriva un bronzo nel K2, 500 metri, in coppia con la Schuttpelz. Dopo la delusione di Seul 1988 dove Josefa non raccoglie alcuna medaglia arriva il trasferimento in Italia ed il matrimonio col suo allenatore Guglielmo Guerrini. Acquisita la cittadinanza Josefa comincia a gareggiare per l’Italia ma a Barcellona 1992 arriva solamente una medaglia di legno nel K1, 500 metri. La maternità di Janek, oggi il suo primo tifoso, nel 1995 è il preludio ad un lustro stracarico di trionfi: arrivano il bronzo olimpico bis ad Atlanta 1996 e l’oro a Sidney 2000, entrambi nella prova K1, 500 metri. Nel mezzo 3 titoli mondiali e 5 continentali. Tornata a gareggiare ai Giochi Olimpici di Atene 2004 (sesta partecipazione consecutiva) dopo la nascita del secondo figlio Jonas tra lo scetticismo generale, stupisce il mondo cogliendo l’argento nella “sua” gara a quasi 40 anni ed appena 15 mesi dopo il parto. A un passo dai 44, schiuma di rabbia per l’oro perso per appena 4 millesimi alle Olimpiadi di Pechino 2008 svelando al mondo il segreto del suo successo: determinazione incrollabile, ardore agonistico e gusto per la competizione senza pari.
Di appendere il remo ad un improbabile chiodo non se parla nemmeno; e allora via all’ennesima avventura. Grazie al pass conseguito ai mondiali di Szeged in Ungheria, la Idem sarà ancora una volta protagonista nella rassegna a cinque cerchi di Londra 2012… Per l’ottava volta. Prima donna nella storia dello sport mondiale (si lascerà alle spalle la sprinter giamaicana Merlene Ottey ferma a quota sette) a raggiungere questo primato che la porrà fianco a fianco a miti dello  sport internazione ed italiano come i fratelli cavalieri D’Inzeo.
Ma non pensiate che la donna bionica si accontenterà del prestigio del record… Sbagliereste di grosso. La donna bionica ha ancora tanta fame ed un solo obiettivo: la medaglia d’oro. E la storia continua…

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