Dieci giorni al via della tredicesima edizione dei Mondiali di atletica leggera in programma a Daegu, Corea del Sud, dal 27 agosto al 4 settembre. L’edizione pre-olimpica dei Mondiali è da sempre specchio fedele della situazione complessiva della “regina” delle discipline sportive in vista della kermesse a cinque cerchi del prossimo anno a Londra.
Nelle gare di velocità si attende l’ormai consueta sfida tra Stati Uniti e Giamaica; mentre il mezzofondo sarà ancora una volta savana di battaglia tra le gazzelle keniane e le volpi etiopiche. Tra i protagonisti maschili attesi, su tutti, e come potrebbe essere diversamente, l’uomo-razzo giamaicano Usain Bolt battuto da Tyson Gay nel 2010 sulla “sua” distanza, i 100 mt, dopo due anni di vittorie senza soluzione di continuità. Da seguire anche la prova del keniano Kipruto, campione olimpico uscente, ad un solo centesimo dal record del mondo nei 3000 siepi al meeting di Montecarlo. Tra le donne attese al varco la “mascolina” Caster Semenya, detentrice dell’alloro iridato sulla distanza degli 800 mt; la decisamente meno mascolina Blanka Vlasic, pretendente al trono dell’alto, e la “zarina” russa Yelena Isinbayeva, pronta a riprendersi lo scettro a forma di asta.
L’atletica leggera italiana in crisi profonda da venti lunghissimi, salvo qualche jolly pescato qui e là come Fabrizio Mori o Fiona May o Stefano Baldini ed i vari marciatori, si presenta allo sparo della partenza con appena 32 unità (comprese le riserve per le staffette), record negativo di sempre. Persi per strade per varie ragioni alcune punte di diamante come lo sfortunatissimo Andrew Howe (scongiurato il ritiro, si spera di rivederlo in condizioni quantomeno accettabili a Londra); Elisa Cusma, in uscita da un biennio costellato da infortuni, e Giuseppe Gibilisco che aveva indovinato la misura minima di qualificazione in Germania ma la IAAF non ha omologato il risultato. Concrete speranze di medaglie riposte unicamente nella saltatrice in alto Antonietta Di Martino, reduce da un prestigioso due metri netto, seconda migliore misura stagionale, al meeting di Madrid di metà agosto. Una piccola fiammella per un insperato exploit la alimentano il capitano azzurro Nicola Vizzoni, 38enne lanciatore di martello, causa la mannaia dell’antidoping abbattutasi sui leader mondiali della specialità, e Simona La Mantia considerando il campo partenti di certo non memorabile nel salto triplo femminile. Discorso a parte per i marciatori, settore in cui la grande tradizione tricolore continua a sfornare talenti: Alex Schwazer e Giorgio Rubino pur non partendo da favoriti potrebbero imbroccare la gara giusta ed inserirsi in zona medaglia.
Doverosa chiusura dedicata al mito sudafricano Oscar Pistorius, l’atleta bi-amputato, che coronerà il sogno di gareggiare contro i normodotati sulla distanza dei 400 mt e nella staffetta 4x400.
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