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parole in libertà dal mondo dello sport

lunedì 26 settembre 2011

SESTA GIORNATA DI SERIE B: IL PUNTO

Una tornata, la sesta della serie B, in cui non è mancato veramente nulla: 31 reti complessive, quattro vittorie esterne, sette calci di rigore, sei cartellini rossi sventolati dai direttori di gara ed una serie infinita di polemiche arbitrali.
Alla fine della frenesia, si ricompone il terzetto Brescia-Padova-Torino in vetta a quota 14 punti. L’undici di Dal Canto, pur con un uomo in meno per quasi un’ora, batte il Modena (2-0) con le prestigiose reti di Cacia ed Italiano. Tre vittorie interne su tre gare disputate per i patavini e nemmeno una rete al passivo. Anche le "rondinelle", sempre vittoriose nella roccaforte casalinga, superano il Cittadella (2-0) con identico punteggio, confermando la compattezza del reparto arretrato, il migliore della cadetteria con solo due reti subite. I granata vincono, seppur soffrendo, in casa della Nocerina (1-2) grazie ai gol degli attaccanti Antenucci ed Ebagua.
Sconfitta di rigore in casa per l’ex capolista Sassuolo contro il Bari (1-2), che risale almeno in parte la corrente della classifica, battuta dalla freddezza dagli undici metri di Marotta. Gli emiliani vengono adesso agganciati a 12 punti dalla Sampdoria e dal Grosseto. I blucerchiati espugnano il terreno dell’Albinoleffe (1-3) esibendo tutto il micidiale arsenale offensivo a disposizione di mister Atzori. In contumacia Pozzi, vanno a segno l’ultimo arrivato Foggia, Bertani e Maccarrone, mentre Piovaccari spreca nel finale dagli undici metri l’occasione di unirsi alla festa. Per la Sampdoria, miglior attacco del campionato in coabitazione con la Reggina, sono già 14 le marcature complessive. Più limitati i mezzi a disposizione di mister Ugolotti, allenatore del Grosseto, ma la formazione maremmana continua nella striscia positiva di questo primo scorcio di campionato battendo il Crotone (2-0). Fermatosi Sforzini, sono i soliti Caridi ed Alfageme a risolvere la pratica: il tridente biancorosso ha firmato, con equa distribuzione, tutte le nove reti sin qui realizzate dal Grosseto.
Rallenta il Livorno di Novellino, nonostante l’ennesima perla di Dionisi, la quarta stagionale, in casa del malmesso Vicenza del discusso Baldini (1-1). Hellas Verona corsaro in rimonta ad Ascoli (1-2) grazie alla giornata di vena dell’argentino Juanito Gomez, un gol ed un assist. Torna alla vittoria, dopo quattro semafori rossi consecutivi, l’Empoli del trainer Aglietti che batte in posticipo la Reggina (3-2). Partenza lampo per i toscani già avanti di due gol dopo otto minuti di gioco. Nella ripresa arriva il tris del puntualissimo Ciccio Tavano, capocannoniere in solitaria, alla sesta rete nelle sei partite sin qui disputate per una perfetta media realizzativa. Il tardivo ritorno dei calabresi sul finire del match non è sufficiente per consentire agli amaranto di uscire dal Castellani con un risultato positivo.
Ancora sconfitto tra le polemiche un Pescara senza mezze misure: tre vittorie e tre sconfitte per l’undici adriatico che incappa in un giro di ruota negativo perdendo nella consueta maniera (3-2) sul terreno della Juve Stabia. Per le "vespette" è il primo storico (la vittoria in serie B mancava da 59 anni) successo stagionale; successo però macchiato dall’evidente errore arbitrale con il sanzionato fallo del decisivo rigore commesso evidentemente fuori area. Completa il quadro l’unico 0-0 di giornata tra Gubbio e Varese.


domenica 25 settembre 2011

QUINTA GIORNATA DI SERIE A: IL PUNTO

Quinta giornata di serie A con pochi gol (17 in tutto) e due sole vittorie esterne per una classifica ancora più corta. Si fermano o rallentano tutte, infatti, le sette squadre che formavano il gruppone di testa mentre da dietro le milanesi e la Roma, unitamente al Siena, conquistano il primo successo pieno e si avvicinano alle posizioni di vertice della graduatoria: sono adesso addirittura 13 le formazioni raccolte nella risicata distanza di appena tre punti.
Copertina doverosamente dedicata all’Atalanta dei miracoli che, dopo aver annullato la penalizzazione di partenza, sale a quota quattro in graduatoria superando il Novara (2-1) nel derby tra matricole. La formazione di Colantuono, capoclassifica virtuale con 10 punti, va a segno con Schelotto e Cigarini. Di Porcari la rete del Novara che recrimina per la rete del pareggio nel finale di Granoche, ingiustamente annullata per un inesistente fuorigioco.
Bissano il risultato del turno precedente Juventus e Udinese che continuano nella loro marcia a braccetto e mantengono in condominio la vetta della classifica a quota 8 punti. La formazione di Conte impatta a Catania (1-1) dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio per effetto della rete di Bergessio. Il pari arriva in apertura di una vivace ripresa, giocata sotto il diluvio ma a viso aperto, grazie a Krasic. Il cambio di modulo da parte del tecnico salentino, che ha virato verso una squadra più coperta con lo schieramento di un centrocampista in più al posto di una punta, non ha portato gli effetti desiderati. L’Udinese finisce a reti in bianco, e per i friulani questa è già una grossa novità, al Sant’Elia di Cagliari e mantiene l’imbattibilità stagionale.
Perde il Genoa (2-1) a Verona contro il Chievo che sfrutta al massimo il doppio turno casalingo in quattro giorni e completa l’aggancio in classifica a quota sette punti. In vantaggio col solito Palacio (4 reti in classifica cannonieri, capolista solitario) il grifone, dopo essere rimasto in dieci per l’espulsione di Dainelli, viene rimontato dalla rete della bandiera gialloblù Pellissier, che in precedenza aveva sbagliato anche un rigore. Il sorpasso arrivo all’ultimo sospiro con l’incornata vincente di Moscardelli, al secondo colpaccio da tre punti tre consecutivo.
Salgono a sette punti anche Napoli e Fiorentina che dividono salomonicamente la posta in palio (0-0) al San Paolo. Il rientro dei big in casa partenopea non riporta il Napoli al successo pieno, ma grosso merito va all'undici viola che gioca una partita gagliarda meritando pienamente il pari ed, anzi, vincendo l’incontro agli ipotetici pugilistici punti. Il terzo risultato a occhiali del turno arriva dall’Olimpico dove Lazio e Palermo provano, senza riuscirci, a superarsi vicendevolmente.
La giornata delle prime volte va in archivio regalando i tre attesi punti alle milanesi che si riavvicinano alla testa della classifica: al Milan, falcidiato dalle assenze nel reparto offensivo, basta un’invenzione del totem Seedorf nei primi cinque minuti di gioco per superare il Cesena (1-0). L’Inter invece, schierata in maniera più razionale dall’esordiente Ranieri, espugna Bologna (1-3) grazie alle reti del rilanciato Pazzini, di Milito su calcio di rigore e di Lucio. Il momentaneo pareggio felsineo è firmato da Diamanti, sempre su calcio di rigore. Per le due squadre emiliane suonano i primi campanelli d’allarme: un solo punto, peraltro di prestigio nel nuovo stadio della Juventus, per i rossoblù di Bisoli, la cui panchina è sempre più traballante. Ancora peggio ha fatto il Cesena del mister Giampaolo sempre sconfitto nelle quatto gare sin qui disputate.
Vince seccamente il Siena (3-0) la gara casalinga contro il Lecce. Gran protagonista di un match già decisivo in chiave salvezza Calaiò con una splendida doppietta che consente al capitano bianconero di scoccare le prime frecce in faretra della stagione. Del nazionale under 21 Destro la rete che aveva aperto le danze per i toscani.
Prima volta assoluta anche per la Roma del nuovo corso americano-spagnolo che espugna in posticipo il Tardini di Parma (0-1) grazie alla seconda rete consecutiva del neoacquisto Osvaldo. Segnali di crescita generale per la banda giallorossa, nonostante il finale di partita in sofferenza.


giovedì 22 settembre 2011

QUARTA GIORNATA DI SERIE A: IL PUNTO

La quarta giornata della serie A, primo turno infrasettimanale della stagione, vede la classifica accorciarsi: un gruppone di sette squadre, la maggior parte delle quali di certo non attese ad un torneo di vertice, si ammassa nelle zone alte della classifica regalando l’idea di un torneo molto equilibrato ma tristemente livellato verso il basso.
Nessuna delle quattro squadre in testa a punteggio pieno dopo il secondo turno vince: pareggiano la Juventus e l’Udinese ma la divisione della posta per le due formazioni ha un sapore ben diverso. Occasione sprecata per i bianconeri torinesi che in casa con il Bologna (1-1) gettano alle ortiche una ghiotta opportunità per mettere ancora più pressione alle milanesi ancora senza vittoria. Vucinic, genio e sregolatezza, fa e disfa a suo piacimento come una moderna Penelope: prima porta in vantaggio i padroni di casa (rete a dire il vero palesemente irregolare), quindi si fa espellere sul finire del primo tempo agevolando il recupero dei felsinei, firmato Portanova, nella seconda frazione. Sa invece di esame di maturità superato il pari friulano (1-1) sul terreno del Milan: in vantaggio grazie ad una clamorosa papera di Abbiati trasformata in oro dal solito Di Natale, l’Udinese viene raggiunta nella ripresa dalla rete della stellina El Shaarawy. Sul finire dell’incontro, con i campioni uscenti sbilanciati alla ricerca del primo successo pieno in campionato, gli uomini di Guidolin hanno anche l’occasionissima per il match point ma il palo spegne in gola l’urlo di gioia della vittoria a Pinzi.
Juventus ed Udinese vengono agganciate in testa a quota sette punti dallo scintillante Genoa, rivitalizzato da Alberto Malesani, che abbatte le velleità del Catania, sin qui imbattuto e con nessuna rete al passivo, con un risultato che non concede appelli (3-0). Il mai realizzato desiderio “gasperiniano” Palacio è il gran protagonista della gara portando in dote al grifone le prime due realizzazione e l’assist per il tris finale griffato Constant 
Perdono invece le due rimanenti capolista uscenti Cagliari, a Palermo, e Napoli, a Verona. Nel derby isolano (3-2) i rosanero si portano avanti con la rete lampo di Zahavi e successivamente prendono il largo grazie a Bertolo e Miccoli. Un po’ di rilassamento in chiusura di gara da parte dei siciliani consente ai sardi una parziale rimonta con i gol dei centrocampisti Conti e Nainggolan. I partenopei cadono invece in casa della bestia nera Chievo (1-0) grazie alla decisiva rete di Moscardelli favorita da uno svarione del neoacquisto Fideleff, ventiduenne difensore argentino. Grande rammarico in casa Napoli per la possibile minifuga svanita col santone Mazzarri per un volta sotto accusa per il (troppo ampio) turn over. Ma la Champions League, si sa, esige il suo tributo…
Raggiunge quota 6 punti anche la Fiorentina di Mihajlovic che dopo le polemiche settimanali per il caso Montolivo riacquista compattezza e si sbarazza del deludente Parma formato trasferta (due sconfitte e sette reti subite) con un secco 3-0. Del ritrovato Jovetic, doppietta, e di Cerci le reti della vittoria viola.
Viene fuori bene dalla prima “crisetta” stagionale la Lazio del dimissionario Reja che vince in rimonta a Cesena (1-2) con le reti di Hernanes su un dubbio calcio di rigore e di Klose nel secondo tempo. Di Mutu la rete dell’illusorio vantaggio romagnolo nella prima frazione.
Chi non esce dalla crisi è invece l’Inter clamorosamente ma meritatamente sconfitta (3-1) al Piola dal Novara di Attilio Tesser, al ritorno nella massima serie dopo 55 anni. Le reti di Meggiorini e la doppietta di Rigoni costano la panchina a Gasperini, il cui feeling con calciatori e società non era in realtà mai sbocciato. Già pronto a ritornare in pista Claudio Ranieri. Di Cambiasso l’inutile rete nerazzurra.
Deve ancora rinviare l’appuntamento con la vittoria la Roma “americana”: deludente pareggio casalingo (1-1) con il Siena in posticipo per effetto delle reti di Osvaldo per i giallorossi e di Vitiello, a quattro minuti dalla conclusione, per i toscani. Pazienza vicina all’esaurimento per l’appassionato pubblico romanista che ricopre di fischi squadra ed allenatore all’uscita dal campo.
 Completa il quadro la seconda vittoria esterna di giornata; quella dell’Atalanta che coglie tre punti di platino in una sfida diretta per la permanenza a Lecce (1-2). Ancora il “tanque” Denis protagonista della vittoria orobica che vale ai nerazzurri l’abbattimento della pesante penalizzazione (-6) in classifica in appena tre giornate ed il primo segno positivo in classifica. Di Mesbah la rete dei salentini.


lunedì 19 settembre 2011

QUINTA GIORNATA DI SERIE B: IL PUNTO

L’unica vittoria in trasferta del quinto turno della serie B vale al Sassuolo la testa solitaria della classifica a quota 12 punti. I neroverdi espugnano (0-1) il terreno dell’Ascoli, che dopo la pesante penalizzazione iniziale non può ancora registrare un segno positivo in classifica, grazie alla rete di Masucci.
Ad inseguire gli emiliani ecco l’imbattuto Padova di Dal Canto che, nell’anticipo del venerdì, impatta due volte a Verona (2-2) grazie alle splendide realizzazioni del polemico ex Cutolo e di Cacia. Rallentano la corsa anche Torino e Brescia che nel posticipo di lunedì si annullano a vicenda (0-0).
La Reggina, miglior attacco del torneo con 12 marcature, si conferma una macchina da gol (4-2) rifilando le cinematografiche “quattro pappine” al Pescara “zemaniano” in una sfida dall’alto tasso di spettacolarità. Ancora a segno tra i calabresi la premiata staffetta Campagnacci-Ceravolo, alla quale si deve sommare la doppietta del talentuoso Missiroli, uno dei giocatori che è in grado di “spostare” maggiormente gli equilibri in categoria. Agli amaranto calabresi si affiancano in classifica gli amaranto labronici: il Livorno, infatti, rifila un eloquente tris alla malcapitata Juve Stabia (3-0).
Un ammirabile Grosseto impensierisce non poco la corazzata Sampdoria al Ferraris strappando un meritatissimo punto (0-0) e restando appaiato ai blucerchiati in graduatoria.
Sono 30 le reti complessive della quinta giornata; ben sei arrivano dal confronto tra Cittadella e Vicenza (4-2) che arride ai padroni di casa, per due volte in svantaggio, capaci di andare a segno per tre volte negli ultimi 10 minuti di gioco. Gran protagonista della rimonta l’attaccante francese, di origini senegalesi, Robert Maah. Sotto Silvio Baldini, un punto in cinque giornate, la panchina biancorossa comincia a scottare.
Ancora una volta deludente il Bari formato casalingo (nessuna vittoria sul terreno amico nei tre incontri sin qui disputati) che non va oltre lo striminzito pari (1-1) contro la Nocerina. Arrivano le prime reti stagionali, ed a ruota il primo successo, per il Varese di Benito Carbone che salva la panchina indovinando la sostituzione di De Luca. Il giovane talento, prodotto del vivaio biancorosso, regala al Varese la rete della vittoria (2-1) contro l’Albinoleffe una manciata di minuti dopo essere entrato in campo. Per gli azzurri orobici l’unica gioia arriva da Cocco che con la  quinta rete stagionale comanda adesso, in compagnia di Ciccio Tavano, la classifica cannonieri.
Il Modena, autentica delusione di questa primissima parte di stagione, non va oltre il pari casalingo (1-1) contro la matricola Gubbio che coglie il primo risultato positivo stagionale. Completa il quadro la vittoria in rimonta del Crotone (2-1) sull’Empoli, giunto alla quarta sconfitta di fila. Traballa la panchina di Aglietti, tradito dall’ingenuità di Cesaretti espulso dopo mezz’ora di gioco. Per gli ionici le reti del primo successo dell’annata arrivano dai giovani Pettinari e Ciano, il cui sinistro dai trenta metri ha ricordato le imprese dell’idolo Cutolo, uomo simbolo della stagione passata.


EUROPEI DI BASKET 2011: BIS DELLA SPAGNA

E’ finita come altrimenti non poteva andare: la Spagna bissa il titolo europeo conquistato due anni fa in Polonia ed esce dalla rassegna continentale lituana con la consapevolezza di essere una corazzata, l’unica in grado di competere con i team, più o meno “dream”, americani nei tornei mondiali ed olimpici. E proprio in vista della competizione olimpica del prossimo anno, conquistato l’accesso diretto insieme alla sconfitta finalista Francia, le furie rosse spostano l’obiettivo su Londra 2012 dove proveranno a conquistare il primo oro olimpico della loro storia dopo gli argenti di Los Angeles 1984 e dell’edizione 2008 di Pechino.
Troppo completa, troppo profonda, troppo esperta e troppi Gasol, la formazione iberica non ha avuto praticamente serie rivali nella corsa al bis europeo. Ben guidata in panchina dall’italiano Sergio Scariolo (magra consolazione in un Europeo da dimenticare in fretta per i nostri tricolori); con una frontline inarrivabile a questi livelli (ai già citati fratelli Gasol si è aggiunta l’intimidazione portata dall’ala-centro degli Oklahoma City Thunder Serge Ibaka); con un roster composto da stelle NBA (già detto dei Gasols e di Ibaka, anche Calderon ed i talentuosi ma intermittenti Rudy Fernandez e Ricky Rubio) e da indiscussi protagonisti della Eurolega; con un Juan Carlos Navarro, doveroso MVP della manifestazione, in stato di grazia ed infallibile nei rari momenti caldi delle gare, gli spagnoli han fatto un sol boccone della concorrenza.
Battuta la Slovenia in un quarto di finale senza storia (+22 finale), e la sorpresa Macedonia, quarto posto finale, per 90 a 82 in semifinale grazie ad un terzo quarto memorabile di Navarro (19 nella sola terza frazione e 35 punti alla fine), le furie rosse incrociano i guantoni nella finalissima con la Francia, arrivata alla sfida per l'oro nella parte bassa del tabellone dopo aver superato la Grecia ai quarti e la montagna russa in semifinale col solito Parker a “ventelleggiare”. L’atto conclusivo per i galletti è però impossibile con davanti un ostacolo insormontabile ed i bleu si trovano costretti ad inseguire per l’intero arco dell’incontro perdendo nettamente, ben al di là dei tredici punti di scarto finale (98-85).
Terzo posto finale per la delusa Russia di Kirilenko che perde dalla Francia in semifinale dopo un percorso netto ma ritrova la concentrazione necessaria a superare di misura (72-68) la sorpresa Macedonia della rivelazione McCalebb nella finalina per il bronzo. Accedono al torneo di qualificazione olimpica, oltre Russia e Macedonia, anche i padroni di casa della Lituania e la Grecia, rispettivamente quinta e sesta.




domenica 18 settembre 2011

TERZA GIORNATA SERIE A: IL PUNTO

La terza giornata della serie A 2011/2012, seconda effettiva, va in archivio con 20 reti e tre vittorie esterne. Volano in testa a punteggio pieno in quattro: le bianconere Juventus e Udinese; il Napoli e la sorpresa Cagliari. Già ampio appare il ritardo delle due milanesi e delle due romane, tutte ferme ad un laconico punto in graduatoria.
La “vecchia” ma nuova signora di Antonio Conte, pur non brillando come all’esordio, regala sensazione di grande solidità violando (0-1) il terreno del Siena grazie all’opportunismo dentro l’area di rigore di Alessandro Matri. Il tecnico di Lecce lascia ancora fuori Krasic e l’alter ego Elia, ma i risultati gli danno sin qui indiscutibile ragione. L’Udinese scappa via alla Fiorentina (2-0) nel primo terzo di gara e mantiene le distanze sino alla fine. A segno tra i friulani il solito Di Natale su calcio di rigore ed il cileno Mauricio Isla.
Alla coppia bianconera si affianca il Napoli di Walter Mazzarri che vince (3-1) in posticipo il big match del turno contro il Milan. Le due contendenti, reduci da due apprezzati pareggi esterni in Champions League contro, rispettivamente, Manchester City e Barcellona, non si risparmiano dando vita ad un match vibrante in un San Paolo traboccante di entusiasmo. Al fulmineo vantaggio del “diavolo” con la prima rete in rossonero di Alberto Aquilani, replica lo show dell’uruguagio Cavani, protagonista con una tripletta da incorniciare. A quota 6 punti anche la sorpresa Cagliari che, dopo l’exploit della prima giornata a Roma, vince all’incipit casalingo (2-1) contro la matricola Novara. Della promessa Thiago Ribeiro e del cavallo di ritorno Larrivey le reti isolane; di sapore orientale (Morimoto) la rete rossocrociata.
Nel grosso del pomeriggio domenicale della giornata spiccano tre vittorie casalinghe di misura: intacca ancora la pesante penalizzazione (-6) l’Atalanta che coglie il primo successo stagionale contro il Palermo (1-0) col “tanque” Denis in una partita condizionata dalle cattive condizioni atmosferiche. Vittoria (1-0) dagli undici metri con la firma di Maxi Lopez per il Catania di Montella che supera il Cesena del non rimpianto ex Giampaolo. Primi tre punti della stagione per il Parma di mister Franco Colomba che, trascinato dalla doppietta di Sebastian Giovinco (tre reti per la “formica atomica”), supera il Chievo Verona (2-1). Dell’esultante ex Paloschi il gol dei “mussi volanti”.
Le sorprese della giornata arrivano dalle vittorie esterne di Genoa e Lecce. I rossoblù di Malesani soffrono nel primo tempo le folate offensive della Lazio ed approdano all’intervallo lungo sotto di un gol per effetto della rete dell’ex Sculli. La ripresa però è tutta di marca ligure con le reti di Palacio e Kucka che ribaltano il risultato (1-2). Ancora più netto il successo dei corsari salentini che espugnano (0-2) il Dall’Ara di Bologna con i gol di capitan Giacomazzi e di Grossmuller. Per Eusebio Di Francesco è la prima vittoria in carriera da allenatore nella massima serie. Nei guai, di contro, Pierpaolo Bisoli, la cui posizione alla guida tecnica dei felsinei non appare più salda dopo la debacle interna.
Chiude il quadro il pareggio-brodino tra Inter e Roma (0-0) nell’anticipo serale del sabato. Partita che mette in mostra il potenziale delle due squadre ma che smaschera, allo stesso tempo, tutte le problematiche di due grandi realtà della massima serie nostrana ancora alle prese con frenetici lavori in corso. Gasperini deve ancora dare un’identità tattica precisa alla squadra (quarto modulo diverso in quattro partite ufficiali): torna alla difesa a tre, invero troppo ballerina e poco convincente, ma sacrifica un attaccante per dare spazio all’estro di Snejder dimenticandosi però di Pazzini, lasciato a marcire in panchina per l’intera durata dell’incontro. La Roma di Luis Enrique mostra costanti segnali di crescita generale imponendo il suo insistito possesso palla per larghi tratti della sfida ma continua a segnare col contagocce. La posizione di Totti, sulla carta finto centravanti ma di fatto arretrato nell’ormai datato ruolo di trequartista, appare in questo momento di magra un sacrificio inutile.


lunedì 12 settembre 2011

EUROPEI DI BASKET 2011: IL QUADRO DEGLI OTTAVI DI FINALE

Esaurite le prime due fasi a girone di una formula quantomeno cervellotica, i campionati Europei di basket in corso di svolgimento in Lituania entrano nel clou ad eliminazione diretta.
La prima fase a gironi con le 24 contendenti suddivise in quattro gruppi ha visto grossomodo rispettati i pronostici della vigilia. 
Il gruppo A ha concesso il pass per la seconda fase alla favoritissima Spagna dei fratelli Gasol ed ai padroni di casa baltici con quattro vittorie nelle cinque gare disputate. Via libera come terza classificata alla comunque deludente Turchia grazie, soprattutto, alla vittoria sulla generosa Spagna nell’ultima giornata che ha rispedito a casa la Gran Bretagna di Luol Deng. Per l’ala dei Chicago Bulls 24,6 punti di media a serata.
Nel gruppo B percorso netto per la Francia, imbottita di giocatori NBA, trascinata da un Tony Parker formato MVP da 23,2 punti e 5,6 assist ad allacciata di scarpe. Disco verde anche per la Serbia e la Germania di Nowitzki. Delude invece l’Italia dei tre assi NBA, troppo leggera sotto canestro ed incostante e umorale per tutto l’arco del torneo.
Senza sorprese il lotto di qualificate uscite dal gruppo D con la Russia a dominare il girone, grazie ad un Kirilenko versione all-around player, e Slovenia e Georgia a ruota.
L’unica sorpresa arriva dal gruppo C, di forte estrazione balcanica, vinto dalla frizzante Macedonia trascinata dal “montepaschino” McCalebb su Grecia e la cenerentola Finlandia. Fuori per differenza canestri sfavorevole la giovane Croazia di Repesa.
I due gironi della seconda fase vedono mescolate le qualificate dai primi due gruppi nella parte alta del tabellone e dagli ultimi due nella parte bassa. Ogni squadra porta con sé in eredità i punti conseguiti nella prima fase, ma solamente per ciò che riguarda gli scontri diretti con le squadre già affrontate.
Nel primo girone la Spagna soffre contro la Germania ma demolisce successivamente Serbia e Francia ed accede agli ottavi come prima qualificata. Passano alla fase ad eliminazione diretta anche la stessa Francia e la Lituania che supera di dieci punti la Serbia, quarta, nello scontro diretto utile a guadagnare la terza piazza.
Nel secondo girone l’inarrestabile armata russa continua nella sua marcia trionfale e si propone come la più accreditata antagonista delle furie rosse per la vittoria finale. Accedono agli ottavi anche la sorpresissima Macedonia, la Grecia e la Slovenia, vincitrice della sfida decisiva all’ultima giornata contro la meteora finlandese.
Questo il quadro delle sfide degli ottavi di finale: nella parte alta del tabellone, la Spagna se la vedrà con la Slovenia in una sfida dal pronostico chiuso in favore degli iberici. Il talento degli esterni balcanici, su tutti Dragic e Udrih, non appare difatti sufficiente ad arginare la completezza e la profondità del roster spagnolo. Senza contare ovviamente il fattore Gasol sotto le plance.
L’altro incontro della parte alta contrapporrà la sorpresa macedone alla Lituania padrona di casa. Il comunque ottimo europeo di McCalebb e compagni potrebbe concludersi di fronte all’esperienza e la compattezza della squadra baltica, nazione che ha dato i natali a due miti della pallacanestro europea come Arvydas Sabonis e Sarunas Marciulionis. Se poi il talento della quinta scelta assoluta del draft NBA 2011 Valanciunas dovesse accendersi, per la Macedonia saranno dolori sotto canestro.
Di maggiore interesse le sfide della parte bassa del tabellone dove incroceranno i guantoni Russia e Serbia. Per quanto sin qui mostrato la personale preferenza non può che andare nei confronti della squadra russa, ma attenzione al talento, sebbene altalenante, della formazione serba, priva di stelle NBA ma comunque reduce da un prestigioso quarto posto mondiale.
Chiude il quadro degli ottavi il match tra Francia e Grecia. Gli ellenici sino al momento non hanno certamente entusiasmato dando spesso l’impressione di giocare a nascondersi. I galletti, di contro, hanno mostrato di essere un po’ troppo monodimensionali e di dipendere troppo dagli umori di Tony Parker e Boris Diaw. Se dovesse saltar fuori una partita dal ritmo basso, con pochi possessi per parte e punteggio controllato, la Grecia potrebbe riuscire in un exploit insperato.


QUARTA GIORNATA DI SERIE B: IL PUNTO

Dopo la scorpacciata di reti dei primi tre turni di campionato, le difese della serie cadetta si registrano, almeno in parte, e concedono “solo” 24 reti ai reparti offensivi. Sono però tutte marcature molto pesanti perché il quarto turno di serie B non fa registrare nemmeno un pareggio.
 Conservano la vetta della classifica il Padova di Dal Canto, che vince (1-0) alla sua maniera nell’anticipo del venerdì contro il Bari grazie ad una rete del difensore Trevisan nei primi venti minuti di gioco, ed il Brescia che risponde ai veneti espugnando il Menti di Castellamare di Stabia (0-1) grazie alla premiata ditta Jonathas–Fecsezin, col brasiliano ad inventare per l’ungherese che griffa il terzo gol stagionale. Anche il Torino si riaggancia al treno di testa nel posticipo serale del lunedì andando a vincere (0-1) all’ultimo sospiro in quel di Vicenza grazie a Rolando Bianchi.
Si rifanno sotto Pescara e Sassuolo che, dopo lo stop del terzo turno, superano a braccetto con identico risultato (2-0) l’impegno casalingo: tra le fila abruzzesi ci pensa capitan Sansovini a risolvere la pratica Crotone, mentre un Immobile con le polveri bagnate sbaglia anche un tiro dagli undici metri; per gli emiliani di Pea le reti della vittoria arrivano dagli attaccanti Marchi e Sansone.
Salgono a quota 8 punti la Sampdoria, che vince una difficile gara, al di là del largo risultato finale (1-3), sul terreno dell’Empoli con l’ex Pozzi gran protagonista con una doppietta, ed il Grosseto vittorioso in rimonta (2-1) contro l’Hellas Verona grazie al solito Sforzini, autore della rete del momentaneo pareggio e procuratosi il rigore del definitivo sorpasso trasformato da Caridi.
Torna al successo la Reggina che vince (1-3) in casa del derelitto Gubbio, giunto al poker di sconfitte. In attesa che si sblocchi Bonazzoli, in casa amaranto ci pensano Campagnacci e Ceravolo, saliti a quota tre tra i cannonieri stagionali, a trascinare il giovane manipolo calabrese. L’Albinoleffe grazie ad una doppietta di Cocco, attaccante scuola Cagliari, abbatte il Modena (2-1). Il Livorno espugna Varese (0-2) con due splendide esecuzioni di Luci e Dionisi. Rischia grosso il trainer biancorosso Benito Carbone con la squadra a stagnare nei bassifondi della classifica con appena due punti ed ancora a secco di successi pieni e di reti all’attivo.
Chiude il quadro l’ultima vittoria esterna, la sesta di giornata, ad opera dell’Ascoli che vince a Nocera Inferiore (0-1) con gol di Papa Waigo e può festeggiare l’abbattimento della pesante penalizzazione in classifica (-7) in appena quattro giornate.


domenica 11 settembre 2011

SECONDA GIORNATA SERIE A: IL PUNTO

Messo da parte l’inopinato sciopero dei calciatori, la serie A 2011/2012 ricomincia dalla seconda. Dopo anni di assoluto immobilismo e totale mancanza di idee, qualcosina sembra finalmente muoversi. E allora benvenuti al primo terreno sintetico di nuova generazione ed al primo stadio di proprietà, piccoli passettini verso una gestione maggiormente manageriale e produttiva delle società di calcio della massima serie nostrana. Di certo, step necessari per poter continuare a competere alla pari coi club più attrezzati del panorama continentale.
L’apertura nell’anticipo del venerdì sera è col botto: spettacolare pareggio (2-2) tra i campioni uscenti del Milan e la rafforzata Lazio, sempre guidata in panchina da Reja. Qualche rammarico in casa biancoceleste per il doppio vantaggio firmato dai neoacquisti Klose e Cissè col quale si è chiusa la prima frazione di gioco; vantaggio vanificato nella ripresa dalla rimonta rossonera grazie alle reti di “mister scudetto” Ibrahimovic e di Cassano, rigenerato dalla positiva avventura in nazionale. Dopo il pari squadre a cercare di vincere fino all’ultimo istante con occasioni su entrambi i fronti.
Riparte da dove aveva terminato il Napoli di Mazzarri che espugna l’innovativo sintetico del Manuzzi di Cesena (1-3) nell’anticipo del sabato grazie alle reti di Lavezzi e, dopo il momentaneo pareggio romagnolo ad opera di Guana e l’espulsione di Benalouane, di Campagnaro e Hamsik.
Nel matinèe domenicale fortunato il varo del nuovo Juventus Stadium, una struttura gioiello “all’inglese” da 41 mila posti priva di barriere tra spalti e terreno di gioco. La Juventus, infatti, abbatte nettamente (4-1) il deludente Parma di Franco Colomba. Partita senza storia con la rete ducale di Giovinco che arriva tardiva su calcio di rigore in pieno recupero dopo la grandinata bianconera griffata Lichtsteiner, Pepe, Vidal e Marchisio.
Nel pomeriggio domenicale arriva la prima sorpresa stagionale firmata dal corsaro Cagliari che espugna all’Olimpico la roccaforte della rinnovata Roma americana (1-2). Della bestia nera giallorossa Daniele Conti e del giovane olandese di origine marocchina El Kabir le reti della vittoria isolana; per la Roma a segno De Rossi proprio un attimo prima del triplice fischio finale. Ancora tanto da lavorare per la truppa di Luis Enrique che mostra qualche sprazzo “barcellonesco”, soprattutto nel controllo territoriale e nel pressing insistito sulla trequarti avversaria, ma pecca nella fase della verticalizzazione del gioco riuscendo a rendersi pericolosa assai di rado.
Vince all’esordio (2-0) contro il Bologna la Fiorentina di Mihajlovic, partita tra lo scetticismo generale dei tifosi gigliati. A segno Gilardino e Cerci, due calciatori trattenuti di forza (o rimasti per carenza di offerte adeguate?) simbolo della voglia di riscatto della squadra viola dopo una stagione decisamente anonima.
La terza vittoria esterna del turno (0-2) è merito dell’Udinese che coglie i primi tre punti stagionali con le reti di Basta e del solito Di Natale nel primo quarto d’oro di gioco e contenendo agevolmente la reazione del Lecce del nuovo trainer Di Francesco, squadra destinata ad una stagione tutta in salita per raggiungere il lontano obiettivo salvezza.
Chiudono il quadro pomeridiano i divertenti pareggi (2-2) tra Chievo Verona e Novara e tra Genoa ed Atalanta. I veneti sprecano un doppio vantaggio siglato dal trascinatore Pellissier e da Thereau e consentono il recupero alla matricola piemontese concretizzato dalle marcature di Marianini e Paci a quattro minuti dal termine. Nella gara del Marassi il grifone, dapprima avanti grazie al centrocampista portoghese Veloso, è costretto a rincorrere gli orobici trascinati dalla doppietta del neoacquisto dal Velez Maxi Moralez. I rossoblù acciuffano il pari nella ripresa con la rete di Mesto. Il pari al Cibali (0-0) è invece a reti bianche tra Catania e Siena.
Nel posticipo domenicale sette gol e grande intensità per la vittoria (4-3) del Palermo sull’Inter di un Giampiero Gasperini già in bilico. Cervellotiche le scelte del tecnico di Grugliasco che lascia fuori dall’undici iniziale Ranocchia, Snejder e Pazzini, salvo cambiare in corsa uomini e disposizione tattica mandando la propria truppa in totale confusione. Due volte in vantaggio con Milito e due volte raggiunti dai rosanero grazie a Miccoli ed Hernandez, i neroazzurri escono definitivamente dalla partita imbarcando acqua nella scialuppa difensiva che affonda sotto i colpi di cannone dalla distanza dello stesso Miccoli e di Pinilla. Inutile nel recupero la prima rete italiana di Diego Forlan.


martedì 6 settembre 2011

I MONDIALI DEL PASSAGGIO DI TESTIMONE

Si è conclusa la rassegna iridata 2011 dell’atletica leggera. Un’edizione, la tredicesima, quella coreana con più ombre che luci. Modesti nel complesso i risultati tecnici: un solo record del mondo, centrato dalla Giamaica nella staffetta veloce maschile, e tre record dei campionati tutti al femminile. Di contro, vistoso in alcune specialità come l’intero settore del fondo e mezzo fondo maschile e dei salti femminili il salto, gioco di parole obbligato, indietro rispetto ai livelli raggiunti qualche anno fa. E’ stato, tra l’altro, un mondiale decisamente difficile per diverse stelle dell’atletica mondiale: fuori classifica Bolt, per il quale deve valere un discorso a parte, le sconfitte della Isinbayeva nell’asta femminile; del keniano Brimin Kipruto, accreditato di un possibile record nel mondo nei 3000 siepi; del pluridecorato Kenesisa Bekele; ed ancora di LaShawn Merritt, di Allyson Felix, di Andreas Thorkildsen, di Gerd Kanter, sono il parametro di un mutamento nel panorama mondiale della regina delle discipline sportive nel quale si va via via affermando una nuova generazione di giovani fenomeni destinati a dominare l’atletica leggera per diversi anni a venire.
Settore corsa: nella velocità la sfida tra Stati Uniti e Giamaica termina con un salomonico pareggio per 4-4 che lascia le briciole al resto del mondo. Suicidatosi nei 100 Bolt, l’oro è rimasto in casa giallonera grazie al ventunenne Blake. La rivincita senza storia di Usain nei 200 con un buon riscontro cronometrico (19’’40) bissa la vittoria sulla stessa distanza tra le donne di una convincente Veronica Campbell Brown. Detto del record del mondo del quartetto giamaicano (37’’04), gli americani si salvano grazie ai risultati nel resto delle staffette e con l’oro di Carmelita Jeter nei 100 femminili, ai quali aggiungono il doppio argento sui 100 e 200 di Walter Dix e quello del deluso Merritt nei 400, gara vinta, a proposito di giovani fenomeni, dal diciottenne di Grenada Kirani James, atleta dai margini di miglioramento talmente ampi da far intuire anche un avvicinamento, nemmeno troppo lontano nel tempo, al record del mondo del “treno a vapore” Michael Johnson. Sulla stessa distanza al femminile inedita vittoria dell’atleta del Botswana Amantle Montsho.
Nel mezzo fondo si apre lo show keniano che dominano il settore con le vittorie di Rudisha negli 800, di Kiprop nei 1500 e della sorpresa Kemboi nei 3000 siepi. I tempi però sono tutt’altro che straordinari. Sul versante femminile la russa Savinova si impone sulla discussa Caster Semenya, al rientro dopo un biennio di approfondimenti sul suo sesso, negli 800. L’armata russa, seconda nel medagliere finale alle spalle degli Stati Uniti, si fa valere con la Zaripova anche nei 3000 siepi. I 1500 vanno invece all’americana Simpson.
Nel fondo i grandi sconfitti sono gli etiopi che raccolgono appena un oro, grazie a Jeilan nei 10000 maschili, e quattro bronzi, che vanno a comporre anche il medagliere complessivo delle “volpi”. I 5000 arridono al britannico, ma somalo di nascita, Moahammed Farah. Sul versante femminile il dominio keniano è quantomeno imbarazzante con le triplette della maratona e dei 10000. Nei 5000 le cannibale keniane si accontentano appena della doppietta oro-argento. Anche la maratona maschile è terreno di caccia delle “gazzelle” che centrano l’accoppiata vincente con Abel Kirui e Vincent Kipruto.
Negli ostacoli, altro segmento che non attraversa certamente una fase memorabile, splendido il successo dell’australiana Sally Pearson, record dei campionati, ad appena sette centesimi dal primato del mondo. La maledizione coreana dei favoriti colpisce anche il primatista del mondo maschile, il cubano Dayron Robles, squalificato dopo aver vinto la finale per contatto irregolare col cinese Xiang.
Settore lanci: i lanci hanno regalato le gare dal livello medio complessivamente più alto, soprattutto in ambito femminile. Tra gli uomini dominio tedesco con Storl nel peso, Harting nel disco e del giovane De Zordo nel giavellotto. Nel martello titolo iridato all’inossidabile giapponese Koji Murofushi. Tra le donne record dei campionati per l’australiana Adams nel getto del peso. Splendida la gara del giavellotto femminile, probabilmente la più bella dell'intero mondiale, che ha visto alla fine trionfare la russa Abakumova sulla ceca Spotakova per appena 41 centimetri con una misura di metri 71,99, a meno di 30 centimetri dal primato del mondo, che vale il record dei campionati. Chiudono il quadro gli ori della cinese Yan-feng nel disco, e della chiacchierata Lysenko nel martello.
Settore salti: nell’alto, in attesa di un nuovo Sotomayor e di una novella Kostadinova, se mai ci saranno, ori allo statunitense Williams tra gli uomini ed alla favorita Cicerova tra le donne. Con la migliore misura stagionale il polacco Wojchiechowski vince la gara di salto con l’asta maschile, mentre la sorpresa brasiliana Murer stupisce il mondo sul versante femminile. Continua l’interregno di Dwight Philips, al quarto titolo iridato, nel lungo maschile, uno dei pochi accreditati di vittoria alla vigilia a salvarsi dalla debacle. Con una misura davvero modesta la connazionale di Philips, Brittney Reese, vince una gara del lungo femminile da dimenticare in fretta. Nel triplo femminile, altra specialità in profonda crisi, titolo iridato all’ucraina Saladuha, mentre tra gli uomini il ventenne americano Christian Taylor, cui va pronosticato un luminoso futuro, sorprende il favorito britannico Idowu: una sfida che in chiave Londra promette scintille con entrambi i rivali che sembrano avere nelle gambe una misura da primato del mondo detenuto da anni 16 dal “pastore” Jonathan Edwards.
Nelle gare di marcia infine evidente dominio russo.
Per la disastrata Italietta solo un bronzo, grazie al cuore di Antonietta Di Martino nel salto in alto. Nessun exploit, più o meno inatteso, dai vari Vizzoni o La Mantia che hanno deluso con gare al di sotto delle loro, pur non straordinarie, possibilità. Solo medaglia di legno per una comunque positiva Elisa Rigaudo nella marcia femminile, mentre qualche segnale di risveglio arriva dall’olimpionico Alex Schwazer, nono nella 20 km di marcia maschile; piazzamento quello del sudtirolese che regala un minimo di speranza all’atletica tricolore in vista di Londra 2012.
Lo scontro generazionale è già in atto. In attesa dei Giochi Olimpici del prossimo anno i vecchi leoni feriti da un mondiale al di sotto delle attese proveranno a regalare l’ultimo scatto di orgoglio a carriere straordinarie ma dovranno vedersela con la freschezza e l’entusiasmo di una generazione di nuovi talenti affamati.


lunedì 5 settembre 2011

TERZA GIORNATA SERIE B: IL PUNTO


Cambio al vertice della serie cadetta dopo i primi tre turni di campionato concentrati in una settimana: le capolista Pescara e Sassuolo cadono in trasferta e lasciano libera la corsia di sorpasso al Brescia che abbatte al Rigamonti (2-1) la resistenza dell’Empoli; al Padova che vince nettamente in trasferta il derby con il Cittadella (1-4) grazie alle doppiette di Cuffa e Ruoppolo; ed al Torino che nel posticipo serale supera (2-0) un Varese ancora inchiodato ad un desolante zero alla voce realizzazioni. Le tre nuove reginette del ballo adesso conducono con sette punti.
Il Pescara, rispecchiando la filosofia offensiva del proprio trainer, perde al 90’ a Modena (3-2), nonostante la quarta perla di Immobile e dopo essere stato avanti per due volte. I “canarini” colgono i primi punti della stagione e ringraziano il centrocampista Dalla Bona, autore del gol della vittoria all’ultima corsa delle lancette. Gli emiliani invece recriminano a Verona (1-0), che completa l’aggancio in classifica, per il tanto decisivo quanto discutibile rigore griffato Ferrari.
Sono 33 le marcature complessive della terza giornata (oltre quota 30 reti per la seconda volta in stagione: media reti a partita sin qui elevatissima assestata a 2,7); ben sei arrivano dall’incontro del Marassi dove giunge il primo ma larghissimo successo pieno per la Sampdoria che vince (6-0) con percorso netto il set casalingo contro il Gubbio, falcidiato dai cartellini rossi. A trascinare i blucerchiati ci pensa l’attacco atomico a disposizione di Atzori con Pozzi e Bertani, per entrambi doppietta, sugli scudi e il capocannoniere uscente Piovaccari a contribuire nel finale. Per gli umbri sempre sconfitti nelle prime tre giornate cominciano a suonare campanelli di allarme.
Nell’anticipo del sabato, Reggina e Grosseto dominano un tempo per parte e dividono salomonicamente (1-1) la posta in palio.
Sono tre i successi esterni della tornata: detto del Padova, le sorprese più grosse della giornata arrivano proprio dalle vittorie esterne dell’Albinoleffe (2-3) a Bari nonostante la doppietta del neoacquisto brasiliano De Paula, e della Nocerina a Livorno (0-2) grazie alle reti di Farias e Castaldo. Spettacolare la volèe da posizione defilata del centravanti napoletano, una carriera spesa a macinare reti e statistiche tra le squadre campane della Lega Pro, che chiude definitivamente la porta in faccia alle speranze labroniche in pieno recupero.
Completano il quadro i pareggi tra Crotone e Juve Stabia (0-0), primo punto per le “vespette”, ed Ascoli e Vicenza (1-1).

venerdì 2 settembre 2011

SERIE A: IL PAGELLONE DEL CALCIOMERCATO (parte II)

Cagliari: 5,5. Inascoltate le sirene che ammaliavano i vari Astori, Canini e Cossu, il Cagliari riparte dalla conferma dell’intelaiatura che ha garantito la settima salvezza consecutiva. Scelto Ficcadenti in sostituzione di Donadoni, prima panchina saltata nella serie A 2011/2012, gli isolani puntano tutto sul talento e la voglia del neoacquisto brasiliano Thiago Ribeiro, giovane attaccante di buone prospettive proveniente dal Cruzeiro.
Catania: 6. Persi Silvestre e Carboni, Lo Monaco rafforza l’anima latina della squadra più argentina d’Italia con gli arrivi dei “gringos” Paglialunga, Almiron, regista dalla lunga militanza italiana, e Galeano, difensore già nel giro della nazionale maggiore albiceleste. Legrottaglie e lo spagnolo Keko, unitamente al ritorno in Sicilia di Bergessio, sono i tasselli che completano il puzzle a disposizione di Montella.
Bologna 6,5. Il Bologna pesca i propri rinforzi tra le retrocesse: il centrocampista greco Konè e l’attaccante Diamanti dal Brescia per formare un’interessante tridente tutto italiano col leader indiscusso Di Vaio e con Acquafresca, arrivato dal Cagliari, oltre a Gillet, l’ex capitano del Bari, opzionato per la sostituzione di Viviano. La grinta e la voglia di riscatto di Pierpaolo Bisoli dopo la prima non memorabile esperienza su una panchina della serie maggiore rappresentano per la nuova proprietà rossoblù la garanzia di una stagione tutto cuore.
Chievo Verona: 6. Tra molti arrivi (Acerbi per la difesa; Cruzado ed Hatemaj per il centrocampo; i giovani Gandolfo e Paloschi per l’attacco, su tutti); qualche partenza pesante (Costant, Gelson Fernandes e Mantovani); ed il gradito ritorno di Di Carlo in panchina, gli asinelli volanti ripartono dalle sicurezze offerte da Sorrentino a guardia della porta gialloblù e da capitan Pellissier alla guida del reparto offensivo.
Parma: 7. Col colpo di coda Floccari in uscita dalla Lazio, attaccante in grado tanto di finalizzare quanto di giostrare da regista offensivo, la formazione bianco-scudata vince largamente lo scudetto del mercato tra le piccole. Un mercato da ricordare composto da tanti petali (Santacroce per la difesa; Blasi e Valdes per il centrocampo e Biabiany per l’attacco) che vanno a comporre una rosa che difficilmente potrà accontentarsi di una semplice salvezza.
Cesena: 6,5. Scelto Giampaolo per la panchina, allenatore dalle spiccate attitudini difensive, i romagnoli si affidano ai grandi nomi per il reparto offensivo: Mutu ed Eder a guidare l’attacco, Candreva alle spalle per inventare e Martinez per la fascia. Persi Giaccherini e Jimenez, è stato tuttavia trattenuto Parolo per un Cesena che appare rinforzato ed adeguato a difendere la categoria per il secondo anno consecutivo.
Lecce: 4,5. Debutto in serie A tutto in salita per Eusebio Di Francesco che ha come obiettivo unico una permanenza molto difficile. Sostituito Rosati con Julio Sergio, i salentini accolgono giovani di belle speranze come Bertolacci dalla Roma; Giandonato e Pasquato dalla Juventus; Strasser dal Milan. Fallito l’obiettivo principale di una punta in grado di portare in dote un gruzzolo di reti consistente.
Atalanta: 5. Con la spada di Damocle della penalizzazione di 6 punti pendente sul capo, gli orobici si affidano a Lucchini e Masiello per blindare la linea difensiva e rafforzano il centrocampo con gli arrivi di Brighi ed il ritorno del “figliol prodigo” Cigarini. Davanti spazio alla scommessa Gabbiadini, ventenne nazionale under 21 ennesimo prodotto del fertile vivaio orobico. Ma si poteva fare molto meglio.
Siena: 6. I bianconeri ripartono dalla conferma in blocco della squadra che ha conquistato sul campo la massima serie. Con i rinforzi provenienti dall’Udinese (D’Agostino, Angella e Brkic) e gli arrivi dell’ex doriano Mannini e degli argentini Acosta dal Boca Juniors e Pablo Gonzalez dal Palermo (strappato alla serrata concorrenza del Lecce) la squadra del presidente Mezzaroma può aspirare ad una permanenza senza troppi patemi d’animo.
Novara: 4. L’ultima neopromossa al gran ballo, il Novara di Tesser, punta tutto sull’entusiasmo di una piazza che mancava dai vertici calcistici nazionali da 55 anni. Basterà solo l’ambiente a condurre la navicella in salvo? E’ arrivato qualche giocatore di categoria ma la squadra, privata dei gemelli del gol Bertani-Gonzalez, appare persino indebolita rispetto a quella che ha trionfato a giugno nei playoff. In bocca al lupo.

giovedì 1 settembre 2011

SERIE A: IL PAGELLONE DEL CALCIOMERCATO (parte I)

Milan: 7. Mossosi per tempo per sistemare la difesa (Mexes e Taiwo a parametro zero) ed individuato in Aquilani il fantomatico “mister x”, il club di Via Turati accoglie in extremis Nocerino in sostituzione dell’infortunato Flamini. Troppa abbondanza davanti con Cassano e la stellina El Shaarawy destinati a vedere poco il campo. Favorito d’obbligo per lo scudetto, ma appare ancora lontano dalle più forti della classe in campo continentale.
Inter: 5,5. Alla fine Snejder rimane; ed è probabilmente l’unica buona notizia per i tifosi neroazzurri. Notizia forse meno a gradita a Giampiero Gasperini che dovrà trovare una collocazione ad hoc per l’olandese nel suo 3-4-3. Forlan avrà il gravoso compito di sostituire Eto’o, mentre l’argentino Zarate, in prestito con diritto di riscatto dalla Lazio, è l’attaccante esterno che Massimo Moratti regala alle esigenze tecniche della squadra sul fil di serena.
Napoli: 7,5. Trattenuto Lavezzi, il Napoli è pronto a tuffarsi nella doppia avventura campionato-Champions. Il presidente De Laurentiis conferma in blocco lo scheletro della squadra e centra tutti gli obiettivi concertati con mister Mazzarri per rafforzare, soprattutto in chiave numerica, la rosa. Ciliegina sulla torta l’arrivo del centrocampista svizzero Inler, già da qualche anno tra i migliori interpreti in mediana a livello nazionale e pronto a misurarsi coi pari ruolo in campo europeo.
Udinese: 4. Persi in un colpo solo Inler, Zapata e Sanchez e la possibile qualificazione alla fase a gironi della Champions League nello sfortunato preliminare contro l’Arsenal, i friulani ripartono dalle certezze offerte dalla guida tecnica di Guidolin. Basteranno gli arrivi del difensore brasiliano Danilo e del talentuoso attaccante rumeno Torje a colmare le pesanti partenze e consentire di ripetere il miracolo?
Lazio: 6,5. Lavoro di uncinetto del presidente Lotito per sfoltire un organico decisamente eccessivo. Sul versante arrivi gli obiettivi erano tutti stati centrati con largo anticipo: Marchetti a difesa dei pali e Konko per la fascia destra; Cana per rafforzare i centimetri e il nerbo del centrocampo; Cisse e Klose per il reparto avanzato. Qualche dubbio sulla coabitazione offensiva tra gli ultimi due: Zarate, il cui rapporto con l’ambiente era però ormai logorato, avrebbe potuto offrire un’alternativa tecnica importante.
Roma: 6. Il voto è una media tra il 4 della prima parte (costato l’eliminazione dall’Europa League) e l’8 degli ultimi due giorni. Kjaer alternativa per il reparto difensivo; Gago e, soprattutto, il colpaccio Pjanic, centrocampista franco-bosniaco ventunenne di grandissimo talento in uscita dal Lione, completano le vistose lacune della mediana giallorossa. Adesso la palla passa a Luis Enrique al quale spetterà il compito di trovare la giusta quadratura del cerchio senza per forza dover inseguire irraggiungibili chimere “blaugrana”.
Juventus: 5,5. Grandi investimenti per la “vecchia signora” ma dubbi proporzionati ai milioni spesi. Fallito il rinforzo difensivo a lungo ricercato, confermata tra mille incertezze la coppia Bonucci-Chiellini. Di valore l’aggiunta Vidal a centrocampo (riuscirà da solo a coprire le spalle a Pirlo nel modulo ultraoffensivo voluto da Conte?). Misterioso l’arrivo dell’esterno offensivo olandese Elia che appare essere un doppione di Krasic. Trovare la giusta collocazione a Vucinic ed un posto a Marchisio le altre problematiche gravanti sull’ex bandiera bianconera.
Fiorentina: 4,5. Trattenuti (di malavoglia?) Gilardino, Montolivo (con ogni probabilità andrà via svincolato a giugno) e Vargas, il migliore acquisto in casa viola è sicuramente il recuperato Jovetic, fuori per l’intera stagione passata a causa di un gravissimo infortunio al ginocchio. Gli arrivi di Cassani per la fascia destra e dei centrocampisti Lazzari e Munari non entusiasmano l’esigente palato della tifoseria gigliata. La nuova stagione si apre tra molte incognite e venti di contestazione che soffiano impetuosi dalla curva Fiesole.
Palermo: 5. Saltato ancor prima dell’inizio del campionato il mai troppo amato Pioli, ultimo “regalo” della gestione tecnica di Sabatini, e con la scelta del sostituto ricaduta sul trainer della primavera Mangia, i rosanero accolgono Silvestre, nuovo regista difensivo, in uscita dal Catania ed il nazionale paraguaiano Barreto proveniente dall’Atalanta. Hernandez ed Ilicic sono stati difesi dagli assalti delle numerose pretendenti, ma le partenze di Sirigu, Cassani, Bovo e Pastore peseranno parecchio.
Genoa: 6. Il solito andirivieni nell’hotel rossoblù tra addii, benvenuti e molti arrivederci. Da sottolineare l’acquisizione di Frey, a difesa dei pali dopo i disastri combinati nella scorsa stagione dal portoghese Eduardo, e di Constant, trequartista guineano ex Chievo. Sfumati i sogni Gilardino o Borriello per la guida dell’attacco del grifone, Preziosi con scelta alquanto discutibile ripiega sull’airone Caracciolo, fuori dai piani tecnici del retrocesso Brescia.


SECONDA GIORNATA SERIE B: IL PUNTO

Copertina dedicata, noblesse oblige, alle prime della classe a punteggio pieno dopo il secondo infrasettimanale turno della serie B: Pescara e Sassuolo. Gli abruzzesi superano nella maniera più “zemaniana” possibile l’Empoli (3-2) dopo avere sprecato un fulmineo doppio vantaggio arrivato nei primi venti minuti di gioco. Sugli scudi Ciro Immobile, attaccante scuola Juventus, autore di una doppietta (tre le reti complessive nei primi due incontri della nuova stagione, capocannoniere provvisorio del torneo) e dell’assist per la decisiva marcatura di capitan Cascione a quattro minuti dal triplice fischio finale. Gli emiliani espugnano Vicenza (0-1) con una rete del diciottenne talento ghanese Boakye in prestito dal Genoa e ribadiscono le aspirazioni di un torneo di alta quota.
Nel posticipo del mercoledì, spreca l’occasione di agganciare la vetta il Torino che non va oltre un deludente pari casalingo (1-1) col Cittadella maturato negli ultimi dieci minuti di gioco. Prime affermazioni stagionali per Padova e Bari che superano rispettivamente la Reggina all’Euganeo (1-0), coi calabresi a recriminare per le numerose occasioni per pareggiare buttate alle ortiche, ed il Modena in trasferta con un gol della domenica, pardon del martedì sera, di De Falco in pieno recupero (0-1). All’ex capitano dell’Ancona la botta dai 30 metri terminata all’incrocio dei pali della porta difesa da Caglioni vale la palma di marcatura più bella della giornata. Mantengono l’imbattibilità anche il Grosseto che impatta (2-2) sul terreno dell’Albinoleffe ed il Brescia che divide la posta con la neopromossa Nocerina (1-1) al San Francesco.
Nel big match della giornata pari a reti inviolate tra il Livorno del grande ex Novellino e la Sampdoria ancora a secco di successi pieni. Nella sfida in posticipo tra matricole, vittoria esterna per il Verona allenato da Mandorlini che espugna (1-2) la roccaforte Juve Stabia. Incomincia ad intaccare la pesante penalizzazione (-7 punti) l’Ascoli di mister Castori che vince in casa del Gubbio (2-3) al termine di una partita dalle mille emozioni. Pareggio con pochi lampi (0-0) tra Varese e Crotone con l’attacco della formazione di Benito Carbone evidentemente inceppato ed ancora a secco dopo i primi due incontri. Per i pitagorici il primo punto stagionale vale lo zero in classifica, in considerazione della penalizzazione inflitta (-1 punto) per irregolarità amministrative.
Dopo la scorpacciata di gol della prima giornata, la serie B concede il bis confermandosi un campionato spettacolo: 24 le reti realizzate negli undici incontri disputati, mentre le affermazioni esterne salgono di una unità rispetto al primo turno.


martedì 30 agosto 2011

EUROPEI DI BASKET 2011: PREVIEW

Vigilia della prima palla a due dei campionati Europei di Basket in calendario dal 31 agosto al 18 settembre in Lituania. Ventiquattro i team ammessi al tabellone del torneo, suddivisi in quattro gruppi da sei squadre, che si contenderanno l’accesso alla seconda fase a gironi.

Posta in palio raddoppiata per l’edizione 2011, la trentasettesima della manifestazione organizzata dalla FIBA: le finaliste otterranno il pass olimpico per i Giochi di Londra del prossimo anno. Grande interesse anche per vedere all’opera le numerose stelle NBA impegnate che proveranno a caricarsi sulle spalle le proprie selezioni nazionali e si terranno in forma in attesa di conoscere il destino della stagione cestistica a venire d’oltre oceano.

Gruppo A composto dalla favorita d’obbligo, la Spagna campione uscente, guidata da Sergio Scariolo in panchina e forte sul parquet della presenza dei fratelli “americani” Pau  e Marc Gasol che formano una coppia di lunghi inarrivabile a livello europeo. Alle due torri catalane si affiancano esterni di talento come il giovane fenomeno Ricky Rubio ed i più esperti Calderon e Navarro, oltre ad una batteria di cambi di assoluto valore. Inserite nel primo girone anche la Lituania padrona di casa, paese dalle grandissime tradizioni cestistiche e reduce dal prestigioso bronzo mondiale 2010, e la Turchia che può schierare nel quintetto titolare la strapagata ala degli Orlando Magic Hedo Turkoglu ed il lungo Kanter, terza scelta assoluta dell’ultimo draft. Completano il gruppo la Gran Bretagna del “bull” Luol Deng che proverà ad inserirsi nella lotta per il passaggio del turno; la Polonia del centro dei Phoenix Suns Marcin Gortat e la cenerentola Portogallo, priva di nomi di spicco e qualificatasi in extremis per la manifestazione.

Gruppo B che vede impegnata l’Italia che per la prima volta  potrà schierare contemporaneamente i tre assi “americani” Bargnani, Belinelli e Gallinari. Qualche problema sotto canestro, dove appare essere un po’ troppo leggerina, ed in cabina di regia per la selezione di Pianigiani che proverà a sfidare la Germania di “wunderDirk il magnifico” Nowitzki, trascinatore nell’ultima stagione dei suoi Dallas Mavericks al primo titolo NBA, per il passaggio del turno. I primi due posti del girone, difatti, appaiono già assegnati alle due corazzate continentali Francia e Serbia: i “galletti” possono disporre del play dei San Antonio Spurs Tony Parker e di un’invidiabile batteria di giocatori dall’alto tasso di atletismo tutti provenienti da formazioni americane: Batum, Diaw, Mahinmi, Noah e Pietrus. La nazionale serba, argento agli europei 2009, si affida invece ad un gruppo di cestisti militanti nel vecchio continente. Completano il gruppo la Lettonia di Andris Biedrins, centro dei Golden State Warriors, e la mina vagante Israele che, privata di Casspi ala dei Cleveland Cavaliers fermato da un infortunio, si affiderà allo zoccolo duro degli atleti del Maccabi Tel Aviv, uno tra i club più blasonati dell’Euroleague.

Di forte estrazione balcanica il Gruppo C che presenta la Croazia di Jasmin Repesa, principale indiziata al passaggio del turno, oltre a Bosnia, Macedonia e Montenegro. Completano il raggruppamento la talentuosa Grecia di Bourousis, Fotsis, Papaloukas e “babyshaq” Schortsianitis, e la Finlandia, probabile squadra materasso del girone.

Gruppo D, infine, con la Russia dell’ala degli Utah Jazz Andrej Kirilenko e del naturalizzato play Holden. Alle spalle dell’armata rossa, ecco la giovane Slovenia degli esterni Dragic ed Udrih. Lotta incerta per la terza piazza utile al passaggio del turno tra l’Ucraina, il Belgio, la Bulgaria e la Georgia del “cattivissimo” centro degli Atlanta Hawks Pachulia.