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martedì 16 agosto 2011

SERIE A: IL PUNTO SUL MERCATO (parte II)

Cantieri aperti anche per le formazione medio-piccole della serie A, tutte obbligate a sfoltire i calciatori in esubero prima di procedere ai ritocchi necessari per intraprendere la missione salvezza.

A Cagliari, saltata la prima panchina della stagione con l’allontanamento di Donadoni (pomo della discordia col vulcanico presidente Cellino l’affaire Suazo), peraltro mai troppo amato dai senatori isolani, confermata l’intelaiatura che ha garantito la settima salvezza consecutiva e le sirene che ammaliavano i vari Astori, Canini e Cossu, son rimaste inascoltate.
In casa Catania, rientrata la querelle Pulvirenti-Lo Monaco, si è scelto Montella in sostituzione del “cholo” Simeone come guida in panchina rinvigorendo l’anima latina della squadra rimpolpata dall’arrivo dello spagnolo Keko e dell’argentino Paglialunga.

Il Bologna pesca tra le retrocesse: Diamanti dal Brescia per formare un’interessante accoppiata tutta italiana col “profeta” Di Vaio e Gillet tra i pali in sostituzione di Viviano.
Il Chievo Verona, scelto il cavallo di ritorno Di Carlo per la panchina, annuncia gli interessanti arrivi di Paloschi per l’attacco, del nazionale peruviano reduce da un’ottima Copa America Cruzado per il centrocampo e di Acerbi, uno dei migliori difensori della scorsa serie B.

Il Parma, messa da parte una stagione piuttosto anonima malgrado i massicci investimenti, riparte con immutate ambizioni europee: Blasi e Santacroce dal Napoli, il ritorno del figliol prodigo Biabiany ed il rientro in Italia del cileno Valdes, in prestito dallo Sporting Lisbona, fanno cullare sogni di gloria agli emiliani, sicuramente la più attrezzata sulla carta tra le “provinciali” e possibile sorpresa del campionato. Il Cesena, salutato Ficcadenti, adesso in rampa di lancio sulla panchina del Cagliari, e scelto Giampaolo come suo sostituto, cerca un nuovo miracolo sportivo affidandosi alla voglia di riscatto di Mutu, Eder e Candreva. Un mercato da 8 pieno se il presidente Campedelli riuscirà a trattenere in Romagna (impresa difficile ad onor del vero) Giaccherini e Parolo.

Il Lecce, pilotato dal guerriero Di Francesco alla prima esperienza su una panchina di serie A (unico neofita insieme a Sannino ed allo “straniero” Luis Enrique) ha ingaggiato Julio Sergio a difesa dei pali ed il talentino Strasser dal Milan; caccia aperta a rinforzi per il reparto avanzato: Pablo Gonzalez è l’obiettivo principale col malcelato sogno di riportare in Salento il “profeta in patria” Miccoli.
L’Atalanta con la spada di Damocle della penalizzazione di 6 punti per il caso “scomessopoli” pendente sul capo, persi gli squalificati Doni e Manfredini, si affida alle sicurezze offerte da Lucchini e Masiello per blindare la linea difensiva ed alla scommessa del ventenne Gabbiadini, nazionale di categoria ed ennesimo prodotto del fertile vivaio orobico, per l’attacco.

Il Siena si mette nelle sapienti mani, anzi nei piedi, di D’Agostino per guidare in campo una squadra imbottita di giovani. L’ultima neopromossa al gran ballo, il Novara di Tesser, punta tutto sull’entusiasmo di una piazza che mancava dai vertici calcistici nazionali da 55 anni. Spiccano tra gli arrivi il promettente Mazzarani e Morimoto per l’attacco.

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