La quarta giornata della serie A, primo turno infrasettimanale della stagione, vede la classifica accorciarsi: un gruppone di sette squadre, la maggior parte delle quali di certo non attese ad un torneo di vertice, si ammassa nelle zone alte della classifica regalando l’idea di un torneo molto equilibrato ma tristemente livellato verso il basso.
Nessuna delle quattro squadre in testa a punteggio pieno dopo il secondo turno vince: pareggiano la Juventus e l’Udinese ma la divisione della posta per le due formazioni ha un sapore ben diverso. Occasione sprecata per i bianconeri torinesi che in casa con il Bologna (1-1) gettano alle ortiche una ghiotta opportunità per mettere ancora più pressione alle milanesi ancora senza vittoria. Vucinic, genio e sregolatezza, fa e disfa a suo piacimento come una moderna Penelope: prima porta in vantaggio i padroni di casa (rete a dire il vero palesemente irregolare), quindi si fa espellere sul finire del primo tempo agevolando il recupero dei felsinei, firmato Portanova, nella seconda frazione. Sa invece di esame di maturità superato il pari friulano (1-1) sul terreno del Milan: in vantaggio grazie ad una clamorosa papera di Abbiati trasformata in oro dal solito Di Natale, l’Udinese viene raggiunta nella ripresa dalla rete della stellina El Shaarawy. Sul finire dell’incontro, con i campioni uscenti sbilanciati alla ricerca del primo successo pieno in campionato, gli uomini di Guidolin hanno anche l’occasionissima per il match point ma il palo spegne in gola l’urlo di gioia della vittoria a Pinzi.
Juventus ed Udinese vengono agganciate in testa a quota sette punti dallo scintillante Genoa, rivitalizzato da Alberto Malesani, che abbatte le velleità del Catania, sin qui imbattuto e con nessuna rete al passivo, con un risultato che non concede appelli (3-0). Il mai realizzato desiderio “gasperiniano” Palacio è il gran protagonista della gara portando in dote al grifone le prime due realizzazione e l’assist per il tris finale griffato Constant.
Perdono invece le due rimanenti capolista uscenti Cagliari, a Palermo, e Napoli, a Verona. Nel derby isolano (3-2) i rosanero si portano avanti con la rete lampo di Zahavi e successivamente prendono il largo grazie a Bertolo e Miccoli. Un po’ di rilassamento in chiusura di gara da parte dei siciliani consente ai sardi una parziale rimonta con i gol dei centrocampisti Conti e Nainggolan. I partenopei cadono invece in casa della bestia nera Chievo (1-0) grazie alla decisiva rete di Moscardelli favorita da uno svarione del neoacquisto Fideleff, ventiduenne difensore argentino. Grande rammarico in casa Napoli per la possibile minifuga svanita col santone Mazzarri per un volta sotto accusa per il (troppo ampio) turn over. Ma la Champions League, si sa, esige il suo tributo…
Raggiunge quota 6 punti anche la Fiorentina di Mihajlovic che dopo le polemiche settimanali per il caso Montolivo riacquista compattezza e si sbarazza del deludente Parma formato trasferta (due sconfitte e sette reti subite) con un secco 3-0. Del ritrovato Jovetic, doppietta, e di Cerci le reti della vittoria viola.
Viene fuori bene dalla prima “crisetta” stagionale la Lazio del dimissionario Reja che vince in rimonta a Cesena (1-2) con le reti di Hernanes su un dubbio calcio di rigore e di Klose nel secondo tempo. Di Mutu la rete dell’illusorio vantaggio romagnolo nella prima frazione.
Chi non esce dalla crisi è invece l’Inter clamorosamente ma meritatamente sconfitta (3-1) al Piola dal Novara di Attilio Tesser, al ritorno nella massima serie dopo 55 anni. Le reti di Meggiorini e la doppietta di Rigoni costano la panchina a Gasperini, il cui feeling con calciatori e società non era in realtà mai sbocciato. Già pronto a ritornare in pista Claudio Ranieri. Di Cambiasso l’inutile rete nerazzurra.
Deve ancora rinviare l’appuntamento con la vittoria la Roma “americana”: deludente pareggio casalingo (1-1) con il Siena in posticipo per effetto delle reti di Osvaldo per i giallorossi e di Vitiello, a quattro minuti dalla conclusione, per i toscani. Pazienza vicina all’esaurimento per l’appassionato pubblico romanista che ricopre di fischi squadra ed allenatore all’uscita dal campo.
Completa il quadro la seconda vittoria esterna di giornata; quella dell’Atalanta che coglie tre punti di platino in una sfida diretta per la permanenza a Lecce (1-2). Ancora il “tanque” Denis protagonista della vittoria orobica che vale ai nerazzurri l’abbattimento della pesante penalizzazione (-6) in classifica in appena tre giornate ed il primo segno positivo in classifica. Di Mesbah la rete dei salentini.

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