La terza giornata della serie A 2011/2012, seconda effettiva, va in archivio con 20 reti e tre vittorie esterne. Volano in testa a punteggio pieno in quattro: le bianconere Juventus e Udinese; il Napoli e la sorpresa Cagliari. Già ampio appare il ritardo delle due milanesi e delle due romane, tutte ferme ad un laconico punto in graduatoria.
La “vecchia” ma nuova signora di Antonio Conte, pur non brillando come all’esordio, regala sensazione di grande solidità violando (0-1) il terreno del Siena grazie all’opportunismo dentro l’area di rigore di Alessandro Matri. Il tecnico di Lecce lascia ancora fuori Krasic e l’alter ego Elia, ma i risultati gli danno sin qui indiscutibile ragione. L’Udinese scappa via alla Fiorentina (2-0) nel primo terzo di gara e mantiene le distanze sino alla fine. A segno tra i friulani il solito Di Natale su calcio di rigore ed il cileno Mauricio Isla.
Alla coppia bianconera si affianca il Napoli di Walter Mazzarri che vince (3-1) in posticipo il big match del turno contro il Milan. Le due contendenti, reduci da due apprezzati pareggi esterni in Champions League contro, rispettivamente, Manchester City e Barcellona, non si risparmiano dando vita ad un match vibrante in un San Paolo traboccante di entusiasmo. Al fulmineo vantaggio del “diavolo” con la prima rete in rossonero di Alberto Aquilani, replica lo show dell’uruguagio Cavani, protagonista con una tripletta da incorniciare. A quota 6 punti anche la sorpresa Cagliari che, dopo l’exploit della prima giornata a Roma, vince all’incipit casalingo (2-1) contro la matricola Novara. Della promessa Thiago Ribeiro e del cavallo di ritorno Larrivey le reti isolane; di sapore orientale (Morimoto) la rete rossocrociata.
Nel grosso del pomeriggio domenicale della giornata spiccano tre vittorie casalinghe di misura: intacca ancora la pesante penalizzazione (-6) l’Atalanta che coglie il primo successo stagionale contro il Palermo (1-0) col “tanque” Denis in una partita condizionata dalle cattive condizioni atmosferiche. Vittoria (1-0) dagli undici metri con la firma di Maxi Lopez per il Catania di Montella che supera il Cesena del non rimpianto ex Giampaolo. Primi tre punti della stagione per il Parma di mister Franco Colomba che, trascinato dalla doppietta di Sebastian Giovinco (tre reti per la “formica atomica”), supera il Chievo Verona (2-1). Dell’esultante ex Paloschi il gol dei “mussi volanti”.
Le sorprese della giornata arrivano dalle vittorie esterne di Genoa e Lecce. I rossoblù di Malesani soffrono nel primo tempo le folate offensive della Lazio ed approdano all’intervallo lungo sotto di un gol per effetto della rete dell’ex Sculli. La ripresa però è tutta di marca ligure con le reti di Palacio e Kucka che ribaltano il risultato (1-2). Ancora più netto il successo dei corsari salentini che espugnano (0-2) il Dall’Ara di Bologna con i gol di capitan Giacomazzi e di Grossmuller. Per Eusebio Di Francesco è la prima vittoria in carriera da allenatore nella massima serie. Nei guai, di contro, Pierpaolo Bisoli, la cui posizione alla guida tecnica dei felsinei non appare più salda dopo la debacle interna.
Chiude il quadro il pareggio-brodino tra Inter e Roma (0-0) nell’anticipo serale del sabato. Partita che mette in mostra il potenziale delle due squadre ma che smaschera, allo stesso tempo, tutte le problematiche di due grandi realtà della massima serie nostrana ancora alle prese con frenetici lavori in corso. Gasperini deve ancora dare un’identità tattica precisa alla squadra (quarto modulo diverso in quattro partite ufficiali): torna alla difesa a tre, invero troppo ballerina e poco convincente, ma sacrifica un attaccante per dare spazio all’estro di Snejder dimenticandosi però di Pazzini, lasciato a marcire in panchina per l’intera durata dell’incontro. La Roma di Luis Enrique mostra costanti segnali di crescita generale imponendo il suo insistito possesso palla per larghi tratti della sfida ma continua a segnare col contagocce. La posizione di Totti, sulla carta finto centravanti ma di fatto arretrato nell’ormai datato ruolo di trequartista, appare in questo momento di magra un sacrificio inutile.

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