Cagliari: 5,5. Inascoltate le sirene che ammaliavano i vari Astori, Canini e Cossu, il Cagliari riparte dalla conferma dell’intelaiatura che ha garantito la settima salvezza consecutiva. Scelto Ficcadenti in sostituzione di Donadoni, prima panchina saltata nella serie A 2011/2012, gli isolani puntano tutto sul talento e la voglia del neoacquisto brasiliano Thiago Ribeiro, giovane attaccante di buone prospettive proveniente dal Cruzeiro.
Catania: 6. Persi Silvestre e Carboni, Lo Monaco rafforza l’anima latina della squadra più argentina d’Italia con gli arrivi dei “gringos” Paglialunga, Almiron, regista dalla lunga militanza italiana, e Galeano, difensore già nel giro della nazionale maggiore albiceleste. Legrottaglie e lo spagnolo Keko, unitamente al ritorno in Sicilia di Bergessio, sono i tasselli che completano il puzzle a disposizione di Montella.
Bologna 6,5. Il Bologna pesca i propri rinforzi tra le retrocesse: il centrocampista greco Konè e l’attaccante Diamanti dal Brescia per formare un’interessante tridente tutto italiano col leader indiscusso Di Vaio e con Acquafresca, arrivato dal Cagliari, oltre a Gillet, l’ex capitano del Bari, opzionato per la sostituzione di Viviano. La grinta e la voglia di riscatto di Pierpaolo Bisoli dopo la prima non memorabile esperienza su una panchina della serie maggiore rappresentano per la nuova proprietà rossoblù la garanzia di una stagione tutto cuore.
Chievo Verona: 6. Tra molti arrivi (Acerbi per la difesa; Cruzado ed Hatemaj per il centrocampo; i giovani Gandolfo e Paloschi per l’attacco, su tutti); qualche partenza pesante (Costant, Gelson Fernandes e Mantovani); ed il gradito ritorno di Di Carlo in panchina, gli asinelli volanti ripartono dalle sicurezze offerte da Sorrentino a guardia della porta gialloblù e da capitan Pellissier alla guida del reparto offensivo.
Parma: 7. Col colpo di coda Floccari in uscita dalla Lazio, attaccante in grado tanto di finalizzare quanto di giostrare da regista offensivo, la formazione bianco-scudata vince largamente lo scudetto del mercato tra le piccole. Un mercato da ricordare composto da tanti petali (Santacroce per la difesa; Blasi e Valdes per il centrocampo e Biabiany per l’attacco) che vanno a comporre una rosa che difficilmente potrà accontentarsi di una semplice salvezza.
Cesena: 6,5. Scelto Giampaolo per la panchina, allenatore dalle spiccate attitudini difensive, i romagnoli si affidano ai grandi nomi per il reparto offensivo: Mutu ed Eder a guidare l’attacco, Candreva alle spalle per inventare e Martinez per la fascia. Persi Giaccherini e Jimenez, è stato tuttavia trattenuto Parolo per un Cesena che appare rinforzato ed adeguato a difendere la categoria per il secondo anno consecutivo.
Lecce: 4,5. Debutto in serie A tutto in salita per Eusebio Di Francesco che ha come obiettivo unico una permanenza molto difficile. Sostituito Rosati con Julio Sergio, i salentini accolgono giovani di belle speranze come Bertolacci dalla Roma; Giandonato e Pasquato dalla Juventus; Strasser dal Milan. Fallito l’obiettivo principale di una punta in grado di portare in dote un gruzzolo di reti consistente.
Atalanta: 5. Con la spada di Damocle della penalizzazione di 6 punti pendente sul capo, gli orobici si affidano a Lucchini e Masiello per blindare la linea difensiva e rafforzano il centrocampo con gli arrivi di Brighi ed il ritorno del “figliol prodigo” Cigarini. Davanti spazio alla scommessa Gabbiadini, ventenne nazionale under 21 ennesimo prodotto del fertile vivaio orobico. Ma si poteva fare molto meglio.
Siena: 6. I bianconeri ripartono dalla conferma in blocco della squadra che ha conquistato sul campo la massima serie. Con i rinforzi provenienti dall’Udinese (D’Agostino, Angella e Brkic) e gli arrivi dell’ex doriano Mannini e degli argentini Acosta dal Boca Juniors e Pablo Gonzalez dal Palermo (strappato alla serrata concorrenza del Lecce) la squadra del presidente Mezzaroma può aspirare ad una permanenza senza troppi patemi d’animo.
Novara: 4. L’ultima neopromossa al gran ballo, il Novara di Tesser, punta tutto sull’entusiasmo di una piazza che mancava dai vertici calcistici nazionali da 55 anni. Basterà solo l’ambiente a condurre la navicella in salvo? E’ arrivato qualche giocatore di categoria ma la squadra, privata dei gemelli del gol Bertani-Gonzalez, appare persino indebolita rispetto a quella che ha trionfato a giugno nei playoff. In bocca al lupo.
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